Rottamazione auto: cosa fare e in quali casi si può ottenere l’ecobonus

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Presto o tardi, ogni automobilista si trova costretto a dire “addio” al proprio autoveicolo. Un momento, per alcuni, di forte impatto emotivo, dato il tempo cospicuo trascorso con la propria automobile, fedele compagna di mille viaggi di lavoro o di piacere. In termine concreti, congedarsi dalla propria auto assume, tecnicamente parlando, la denominazione di rottamazione.

Prima di compiere questa operazione, tuttavia, è estremamente importante espletare alcune pratiche di carattere burocratico, al fine di poter procedere alla rottamazione, poi, senza alcun tipo di problema: non capita di rado, infatti, che la rottamazione venga eseguita senza le dovute cautele, causando, poi, problemi in un secondo momento.

Cosa fare quando bisogna rottamare il proprio veicolo

La prima cautela da assumere è insita nel contattare la compagnia assicurativa ed avvertirla dell’avvenuta rottamazione, onde evitare che la stessa possa emettere il rinnovo assicurativo. Una casistica di particolare importanza soprattutto se la rottamazione avviene in concomitanza con la scadenza della polizza RCA, periodo nel quale risulta inevitabile l’emissione del certificato di rinnovo.

È di fondamentale importanza, poi, prendere contatto con l’ACI della propria provincia di residenza, ovvero l’ente pubblico creato allo scopo di promuovere, controllare e indirizzare normativamente l’intero settore automobilistico. Tramite questo ente, infatti, è possibile venire a conoscenza se il veicolo da rottamare è oggetto di qualche blocco amministrativo, che impone il pagamento di una tassa per essere rimosso.

Tutta una serie di operazioni, tuttavia, che possono essere agevolmente affidate a terzi, purché la controparte alla quale ci si rivolga sia serie e qualificata. Trovare un intermediario come il Soccorso Stradale Cavaliere, specializzato non solo nel prestare servizio per gli inconvenienti che possono occorrere al volante, è in grado di garantire celerità nella pratica di rottamazione, interfacciandosi direttamente con il PRA e provvedendo alla demolizione e al ritiro del veicolo.

La dichiarazione che certifica l’espletamento totale dell’operazione, è il certificato di rottamazione. Grazie ad esso, l’ex proprietario del veicolo è sollevato da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa o penale, oltre a svincolarlo dall’obbligatorietà del pagamento del bollo auto sulla vettura.

Ecobonus: quali sono i veicoli che rientrano negli incentivi

Il certificato di rottamazione, inoltre, è di fondamentale importanza per poter accedere a tutti gli incentivi previsti a livello legislativo come l’Ecobonus 2021, che consente di poter effettuare la voltura del veicolo con forti agevolazioni economiche, a patto che la nuova vettura risulti meno inquinante della precedente e rispetti gli standard di sostenibilità ecologica previsti dall’Unione Europea.

È inutile negare, infatti, come il tema ecologico sia diventato centrale nella vita delle persone, diventate estremamente sensibili al tema della sostenibilità ambientale. Ed è proprio Bruxelles che si è posta un obiettivo a dir poco ambizioso: arrivare al totale azzeramento delle emissioni nocive entro il 2050. E per rendere concreto questo nobile scopo, quasi il 50% dei fondi stanziati del Recovery Fund dovranno essere indirizzati nel settore ESG.

Guardando al lato pratico, l’ecobonus 2021 verrà applicato alle vetture con emissioni di Co2 fino a 135 g/km, applicando i seguenti sconti: €.10000,00 sull’acquisto di un’auto con emissioni da 0 a 20 g/km; €.6500,00 sull’acquisto di un’auto con emissioni da 21 a 60 g/km; €. 3500,00 sull’acquisto di un autoveicolo da 61 a 135 g/km.

È di fondamentale importanza rimarcare come le scontistiche per le prime due categorie (0-20 g/km e 21-60 g/km) possono essere applicate per l’acquisto di autovetture sino ad un prezzo massimo di € 50000,00 sino al 31 dicembre 2021, mentre la terza categoria (61-135 g/km) include le auto sino ad un tetto massimo di €.40000.00 sino al 30 giugno 2021.